In questo delicato momento storico, non bisogna dimenticare di essere di buon umore! Non possiamo che pensare alla famosissima canzone del grande Pino Daniele:

“Fatte ‘na pizza e crescerai più forte, nessuno più ti fermerà!”

Potrebbe essere una cosa banale da dire, soprattutto in questi casi e quindi lo lasciamo fare ai medici di Niccolò, il giovane che è risultato negativo al Coronavirus, ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma.

“Sta bene, è in splendida forma e ha chiesto una pizza.” Così i medici hanno dichiarato sul suo stato di salute. Buone notizie, insomma!

In genere, ci si consola col cibo quando viviamo in condizioni di stress elevate.

Se si è malati, stanchi o lontani da casa, capita spesso di desiderare un piatto o un alimento di quelli che una volta facevano stare subito bene. Il cibo diventa confortante principalmente per due motivi: la familiarità e la semplicità che ad esso si associano. La preferenza di un piatto è spesso basata sulla conoscenza che se ne ha e sull’associazione a memorie piacevoli.

Non si mangia solo per soddisfare l’appetito ma anche le emozioni.

Le voglie di cibi come la pizza, o meglio di comfort food, finiscono quasi sempre per essere più psicologiche che fisiologiche. Il cibo può compensare o anestetizzare momentaneamente disagi emotivi, può rassicurare, appagare o gratificare, può calmare tensioni o colmare vuoti interiori.

Pizza e comfort food

Parlando di felicità, il comfort food ha significati psico-sociali che non possono essere trascurati e che si collegano al rinforzo di sentimenti positivi (convivialità, gratificazione, premio, tepore familiare, intimità, “amarcord”) oltre che, in misura minore, alla riduzione di quelli negativi (diminuzione di ansia e stress, conforto). Il comfort food è soprattutto cibo ricco e sano, preparato secondo ricette specifiche spesso legate alla storia personale familiare.

I cibi consolatori preferiti dagli italiani sono quelli amati da bambini o che ricordano la casa, la famiglia, come non citare ad esempio, la pizza della nonna, o di cibi sani e appaganti della tradizione che suscitano nostalgia e rilasciano una sensazione di benessere psico-fisico una volta consumati, insomma alimenti della felicità.

In questa fase di grande tristezza è importante passare dei momenti appaganti con i propri cari, davanti una pizza fumante e una buona birra, una rassicurazione: perché infondo va tutto e bene e non c’è bisogno di cadere nel panico.

“Un’altra cosa che il mondo, con questa filosofia cca’ nisciuno è fesso, fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa e vedrai che il mondo ti sorriderà!”