Made in Italy: un’espressione che è più di un marchio, e alla quale associamo i concetti di qualità e di genuinità propri dei nostri prodotti, richiesti e amati in tutto il mondo.
Si tratta di un simbolo di prestigio che il settore gastronomico italiano ha guadagnato con anni e anni di eccellenza, grazie ad una combinazione perfetta di qualitā, tradizione, cura e passione. Caratteristiche, queste, che è estremamente difficile emulare… eppure i tentativi non mancano! Tanti, infatti, i prodotti tipici italiani soggetti a continue contraffazioni all’estero, laddove la richiesta dell’ineguagliabile Made in Italy è notevole e raccoglie una fetta sempre più nutrita di consumatori.
Tutelare il gusto e l’eccellenza dei nostri prodotti e i consumatori che aspirano all’autentica produzione gastronomica del nostro paese, diventa quanto mai necessario per la sopravvivenza stessa del Made in Italy.
È in questo frangente che associazioni quali l’AVPN e progetti come Pizza Style trovano il loro valore pių grande, ovvero l’impegno di tutelare, valorizzare e diffondere l’autentica gastronomia nostrana, che ha tra gli esponenti più illustri proprio la Pizza.
Tale tutela, infine, non deve fermarsi ai prodotti, agli ingredienti e alle tecniche di produzione, ma deve estendersi anche alle figure professionali: imprenditori, agricoltori, pizzaioli… a tutte quelle persone portatrici di valori e cultura che, ogni giorno, operano per un’Italia fatta di eccellenza.

Il calore del forno sul viso, la farina tra le mani; con gesti rapidi e sapienti modella l’impasto, poi con la pala rigira le pizze già in forno, quasi pronte per la tavola.
Quella del pizzaiolo è una professione antica e dalle umili origini, un mestiere fatto di pazienza, di cura, di vocazione e, soprattutto, di passione.
Una figura apprezzata, senza dubbio rispettata, ma forse non ancora valorizzata per quello che realmente rappresenta.
Ai pizzaioli va il grande merito di portare in tutto il mondo l’autentico Made in Italy, quello che porta con sé fragranze e sapori di una terra lontana, lambita dal mare; a loro ancora va il merito di diffondere la nostrana ingegnosità culinaria, il valore della tradizione partenopea, la maestria che solo esperienza e dedizione possono produrre.
Perché ciò che il pizzaiolo ha da offrire è più del lavoro artigianale e degli ingredienti; sta proprio a condire il prodotto finale con l’ingrediente più importante, quello che attraversa i sensi e punta dritto al cuore: la pura e semplice passione!
Ecco perché l’AVPN ed il progetto Pizza Style puntano a rivestire questa figura professionale di nuovo valore e dignità, attraverso uno stile innovativo, funzionale e portatore di tutti quei simboli cari a chi ha fatto della tradizione e della genuinità napoletana il proprio valore professionale.
“Sin da quando fondammo l’Associazione, nel 1984, ci siamo posti la obiettivo di valorizzare non solo la Vera Pizza Napoletana ma anche l’immagine del pizzaiolo, dando la giusta dignità a questo faticoso lavoro purtroppo non sempre riconosciuto per il suo reale valore” – afferma il Presidente dell’AVPN Antonio Pace – “È passato molto tempo da allora, e ritengo che uno dei compiti svolti dall’Associazione, insieme al far conoscere nel mondo la pizza napoletana, sia stato quello proprio di far nascere l’orgoglio di essere pizzaiolo valorizzando la loro professione e dando loro dignità”.

Delineare la storia della pizza napoletana non è cosa semplice: diverse scuole di pensiero collocano la nascita di questa ricetta unica in momenti diversi del nostro passato, facendola derivare da diverse circostanze o da ricette già preesistenti. La verità assoluta è inafferrabile, ma possiamo comunque cercare di descrivere un percorso più o meno coerente della storia della pizza dalle sue origini ad oggi, tra storia e leggenda.
La vera pizza napoletana nasce dall’innegabile ingegno culinario partenopeo, che trasforma una semplice schiacciata di pane in una sinfoni di sapori unici: a olio e basilico si affianca il pomodoro, importato dal Perù dai colonizzatori spagnoli, e infine la mozzarella.
Una delle date cruciali della storia della pizza è il 1889, quando gli allora sovrani d’Italia Re Umberto I e la Regina Margherita si recarono in visita a Napoli.
La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per i sovrani tre pizze: la pizza alla Mastunicòla (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza pomodoro e mozzarella i cui colori richiamavano volutamente il tricolore italiano (Rosso, Bianco e Verde).
La regina parve apprezzare così tanto l’ultima varietà da elogiare il pizzaiolo per iscritto, e per tale motivo Esposito decise di dare il nome Margherita alla propria creazione culinaria.
Dopo l’enorme successo a Napoli, la pizza comincia il suo viaggio nel mondo, conquistando i palati di tanti popoli e sposando infinite variazioni, ma senza mai perdere la propria identità.
Restando unicamente un prodotto di gusto, storia e cultura partenopea!

Non è come vi hanno sempre raccontato. I moderni condimenti della pizza -ai funghi, capricciosa, ortolana-, considerati da tutti dei classici, non sono nati in Italia. Al contrario, vennero inventati negli Stati Uniti per opera di emigrati italo-americani e poi, di nuovo, riesportati in Italia, dove hanno dato maggior lustro a un piatto che, fino a quel momento, era solo una focaccia per poveri.

Perché l’effetto pizza mette in crisi le nostre convinzioni

Nell’ambito degli studi sociologici e in particolare in quelli della storia delle religioni, è normalissimo tanto da aver creato il cosiddetto “effetto pizza”, un elemento di una cultura viene trasportato in un’altra cultura, dove conosce una trasformazione significativa.

L’effetto pizza è l’emblema di un fenomeno culturale che viene esportato, si trasforma e poi torna alla cultura iniziale, soppiantando il suo gemello originario: è successo con la pizza e addirittura con lo yoga! Questo fenomeno sconvolgerà non poco gli italiani patrioti della pizza!

Cosa accade quando è in atto l’effetto pizza?

Nella nuova forma, torna di nuovo alla cultura originaria, prendendo il posto dell’elemento originario. La capricciosa ora è pizza, tanto quanto una margherita o una marinara.

Per cui appartiene all’effetto pizza anche la sfilata del giorno dei morti a Città del Messico, una ricorrenza addirittura inventata dagli sceneggiatori di un film di James Bond -Spectre-e poi adottata dalla città. Ma anche il sirtaki, spacciato come danza originale greca ma inventato dal genio di Nikos Theodorakis per il film del 1964 Zorba il Greco, e che adesso viene suonato in tutti i ristoranti dell’Ellade. È effetto pizza lo yoga, che nasce in India, ma soltanto dopo il successo che incontra in Occidente diventa famoso anche nella patria d’origine – addirittura reclamando un ministero apposta.

Gli “effetti pizza” di tutto il mondo

L’effetto pizza si individua anche la musica salsa, nata tra gli emigrati cubani e portoricani a New York intorno agli anni ’20 del XX secolo, e che tornando in patria, grazie alle nuove sonorità e ai ritmi più decisi, conquista tutto il Sudamerica. Il tikka masala è un adattamento inglese del chicken tikka indiano. E solo quando diventa uno dei piatti più amati dai britannici che viene riesportato in India.

Insomma, l’effetto pizza, cioè il figliol prodigo dell’evoluzione dei fenomeni, permette di tracciare le intricate linee attraverso cui evolve e si contamina una cultura. Che sono sempre più complessi di quanto si pensi. Dire che un formaggio, un salame o un piatto di spaghetti è “italiano” è, in un certo senso, una semplificazione: in tutto il mondo c’è una specialità e nessuno è migliore dell’altro; basta una buona pizza e la vita ti sorriderà!

 

Oltre un chilometro del lungomare di Napoli si è trasformato nel tempio della pizza dal 13 al 22 settembre, con la nona edizione del Napoli Pizza Village.

La pizza è uno stile di vita ed è alla portata di tutti!

Il Pizza Village esprime un legame forte tra territorio e pizza facendo emergere l’anima vibrante di Napoli ma soprattutto i contenuti della pizza e del modo di viverla: difatti tra le novità di quest’anno, c’è grande spazio alla pizza contemporanea, le nuove tecniche di impasto, lievitazione, fermentazione portate dallo studio e dal lavoro dei giovani piazzaioli. In più tutte le pizze saranno realizzate con farine al 100 per 100 di grani del Sud Italia, una scelta che celebrata insieme agli agricoltori.

Lo scorso anno il Pizza Village ha avuto un’incidenza di visitatori provenienti da fuori regione pari al 30 per cento circa (314mila) e ora la manifestazione si presenta con nuovi canali internazionali di turismo, grazie a un accordo con la United Airlines, e alla conferma di quello con Trenitalia per l’arrivo a Napoli del pubblico italiano e straniero.

Ampio spazio è stato dato anche ai pizzaioli stranieri.

La diciottesima edizione del trofeo Caputo, il campionato dei pizzaioli ha portato una pattuglia internazionale impressionante dall’Asia con pizzaioli giapponesi, cinesi e taiwanesi ma anche una massiccia partecipazione americana, con 50 rappresentanti dagli Usa tra cui il fondatore del Pizza Expo di Las Vegas: il tutto “condito” con una divertente gara tra i più grandi mastri pizzaioli di tutto il mondo: ben 600 pizzaioli da tutto il mondo provenienti da 40 paesi!

Il pizza Village è diventato una grande festa della pizza, dove poter festeggiare questo prodotto gastronomico che è diventato il piatto preferito di moltissime persone al mondo e che ha visto i suoi natali proprio nella magnifica città di Napoli; era essenziale un evento che la celebrasse.  Tra la passeggiata di Mergellina, sono stati proposti in degustazione non solo gusti di pizza differenti ma anche i immancabili fritti: un irrinunciabile sfizio prima della piatto forte!

La pizza diventa così strumento di sviluppo e presentiamo una grande piattaforma capace attraverso la pizza di essere palcoscenico anche della grande musica.

Il cartellone dei concerti, allestito con la collaborazione di Rtl 102.5, è stato di altissimo livello: la stella di casa Clementino, poi si alterneranno Arisa, Achille Lauro, Joey, The Kolors, Elodie, Edoardo Bennato, Cristiano Malgioglio, Dolcenera, Boomdabash, Enrico Nigiotti, Bianca Atzei, Mahmood, Anastasio, Fred De Palma.

Un evento unico a cui non si può non partecipare. Il pizza village è proiettato nel futuro; sono già note le date del 2020: dal 29 Maggio al 7 Giugno!

Diffondi la tua musica con un accessorio folcloristico ed originale!
PizzaStyle ha realizzato un’esclusiva cassa con amplificazione naturale del suono in ceramica smaltata a mano.

Avrai bisogno soltanto della musica del tuo smartphone, per portare il giusto sound al tuo locale con grande stile!

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Italia, Giappone e Australia: ecco i risultati al concludersi delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana, che si sono chiuse ufficialmente a Napoli, presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.
Una sfida appassionante e intensa, quella tra i rappresentanti del BelPaese e gli atleti nipponici, che si è conclusa con un 3 a 2 in favore degli italiani. È stato infatti il tricolore ad aggiudicarsi i maggiori riconoscimenti, portando quindi a casa l’indiscussa vittoria.

L’Italia ha infatti conquistato l’oro nelle discipline Mastunicola, Gourmet ed il titolo di migliore under 35 del mondo.
Ai giapponesi va invece la soddisfazione di aver vinto nelle categorie Vera Pizza Napoletana e Gluten Free. Da non dimenticare l’importante risultato della delegazione australiana, che si è aggiudicata un premio nella categoria Pizza Fritta.

Ma ancora più importante, e lo dico chiaramente con orgoglio, è che sia stata proprio l’Italia ad aggiudicarsi i maggiori riconoscimenti” – dichiara il presidente di AVPN, Antonio Pace – “portando a casa la vittoria per Nazione e quindi la coppa più grande, che in questi Giochi abbiamo deciso di dedicare alla memoria di Lello Surace, nostro grande amico e soprattutto tra i fautori del successo della verace pizza napoletana in Italia e nel mondo”.

Meritano una citazione altri importanti vincitori di questo evento, dei premi speciali e del web contest Best Pizzeria AVPN 2019: la 16enne italiana Marzia De Rinaldi, come pizzaiola più giovane in gara; il cileno Milton Quinzacara, come concorrente che ha percorso più chilometri per arrivare a Napoli; il figlio d’arte Valerio Vuolo è il miglior fornaio e 50 Kalò di Ciro Salvo, viene scelta come la migliore pizzeria AVPN dell’anno.

Ha inizio la gara intercontinentale che da oggi a mercoledì delizierà la città partenopea con il meglio della Vera Pizza!

Gusto, fantasia, tradizione, innovazione ma soprattutto rispetto per le regole che definiscono la Vera Pizza: questi gli ingredienti dell’evento che, da oggi fino a mercoledì 10 Luglio, presso Capodimonte, metterà alla prova i migliori maestri pizzaioli di tutto il mondo!

A valorizzare l’eccellenza Made in Italy della Vera Pizza Napoletana, ora Patrimonio Unesco, non vi sono più esclusivamente i pizzaioli italiani, che pur rappresentano una nutrita parte dei partecipanti, con la Campania in testa: da tenere d’occhio anche il dream team giapponese, con una delegazione di 21 pizzaioli, e quello americano, con 11 rappresentanti, seguiti a ruota dal Brasile e dall’Australia.
Quaranta, in particolare, le giovani promesse che gareggeranno in un concorso ad hoc per conquistare il titolo di pizzaiolo under 35, dopo aver superato i gironi intercontinentali di qualificazione e una selezione che ha coinvolto circa 300 concorrenti.

Le discipline in gara saranno 5: Dalla Napoletana Classica, realizzata secondo le antiche tradizioni, a quella gourmet, rivisitata in chiave moderna; dalla gluten free alla pizza fritta, fino alla “mastunicola”, un disco di pasta condito con strutto od olio extravergine, basilico, cacio e pepe.
Prima della premiazione, inoltre, avrà luogo l’evento “Pizza con le Stelle“, che vedrà personaggi e vip del mondo della spettacolo, della cultura e della gastronomia alle prese con divertenti performance al fianco dei maestri pizzaioli AVPN.
Non mancheranno momenti di approfondimento e confronto tra i soci AVPN e i professionisti del settore, tra degustazioni, workshop aziendali, seminari tecnici e visite guidate presso i luoghi più interessanti e suggestivi della città.
In programma, un convegno sulla valorizzazione dell’arte del pizzaiuolo napoletano in collaborazione con l’Unesco, tasting guidati sul corretto abbinamento pizza-vino con l’Associazione Italiana Sommelier e seminari sui processi di lavorazione della pizza napoletana e sulle materie prime della filiera con l’Università Federico II di Napoli.

Oggi pomeriggio la gara avrà inizio con la preparazione degli impasti e l’accensione del “Forno olimpico“, seguito dalla grande convention internazionale di AVPN, che quest’anno celebra i suoi 35 anni.
Sarà nella giornata di domani che la competizione entrerà nel vivo, con le degustazioni e valutazioni per le discipline Vera Pizza Napoletana, Per Gourmet e Mastunicola e per il concorso Under 35. Mercoledì mattina, invece, sarà il turno dei concorrenti della Pizza fritta e della Pizza Gluten Free.
Dopo la serata di gala, sarà infine possibile scoprire chi salirà sul podio, nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici che si svolgerà presso la prestigiosa sede del Circolo Canottieri Napoli, nonché la migliore pizzeria dell’anno, che acquisterà il titolo di ‘Best Pizzeria AVPN 2019‘.
Alla Best Pizzeria AVPN 2019 sarà consegnata in premio una scultura di Pulcinella realizzata da Pasquale Manzo, autore della stessa etichetta apposta sulla birra Pullicenhell, creata in esclusiva per AVPN dal micro birrificio napoletano KBirr.
Questi Giochi olimpici – dichiara Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – rappresentano non solo una grande competizione agonistica, dove i più bravi maestri pizzaioli del mondo potranno dimostrare talento e tecnica, ma anche una straordinaria occasione di confronto e riflessione. Il convegno di apertura chiama infatti a raccolta gli stati generali del nostro settore per fare il punto sul presente e sul futuro della vera pizza napoletana e del relativo mestiere. Entrambi di origine antichissima ma comunque capaci di evolversi di pari passo con le esigenze e le abitudini dei consumatori contemporanei. Per tale ragione, abbiamo colto la necessità di aggiornare alcune parti del nostro disciplinare internazionale che, pur codificando le regole trasmesse oralmente da generazioni di pizzaioli napoletani, oggi non può non tenere conto di questo processo rivoluzionario ed evolutivo. Ciò chiaramente sempre in un’ottica di valorizzazione e salvaguardia della ricetta tradizionale della vera pizza napoletana, della sua cultura e della sua artigianalità“.

In occasione di questo grande evento, PizzaStyle ha scelto di realizzare dei capi esclusivi, che saranno disponibili dall’8 al 10 Luglio presso la sede dell’evento, Capodimonte, a Napoli!

Ti aspettiamo!

Olimpiadi Vera Pizza Napoletana 2019: dall’8 al 10 luglio a Napoli, la sfida tra pizzaioli provenienti da tutto il mondo

La Vera Pizza Napoletana unisce gli appassionati e i buongustai di tutto il mondo, in un nuovo evento dedicato a questa autentica eccellenza del Made in Italy.
Da ogni parte del mondo, i maestri pizzaioli raggiungeranno la patria della Vera Pizza Napoletana per sfidarsi a colpi di gusto e di creatività, rendendo omaggio alla ricetta più preziosa e tutelata del mondo.

Si tratta di una nuova, grande occasione per ricordare al mondo intero il valore di un piatto che ha fatto della tradizione, della passione e del gusto verace e autentico i suoi ingredienti più importanti: la Vera Pizza Napoletana, da sempre esaltata e tutelata dall’AVPN e adesso Patrimonio Unesco riconosciuto in tutto il mondo.

In occasione di questo grande evento, PizzaStyle ha scelto di realizzare dei capi esclusivi, che saranno disponibili dall’8 al 10 Luglio presso la sede dell’evento, Capodimonte, a Napoli!

Ti aspettiamo!

Il numero 13, combinato al venerdì, è considerato, nella gran parte del mondo, una data particolarmente funesta… ma non a Napoli!

Dalla mitologia scandinava – in cui numero 13 appare nefasto in quanto indica il tredicesimo semi-dio, il più malvagio e subdolo – al Nuovo Testamento, che conta 13 persone all’Ultima Cena, il numero 13 è considerato nella tradizione popolare un numero non proprio nefasto. Tale fama sembra estendersi a tutto il mondo: basti pensare al famoso film “Venerdì 13” o al singolare uso a Shangai di escludere il tasto 13 dal pannello comandi dell’ascensore!
Non tutti però sanno che il numero 13, a Napoli, ha un’aura tutt’altro che negativa.
Tale numero, infatti, si lega alle credenze religiose, particolarmente sentite dai partenopei. 13 sono infatti i miracoli quotidiani che Sant’Antonio da Padova sarebbe solito fare secondo tradizione popolare.
Ecco quindi che un numero considerato “iellato” in tutto il mondo, a Napoli riacquista nuovo valore e diventa portatore di fortuna e abbondanza.

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