Corno Portafortuna Napoletano, origini

Tra mito e cultura, scopriamo le origini del portafortuna più celebre di Napoli

Chi ha avuto la fortuna di visitare Napoli almeno una volta nella vita, si sarà imbattuto certamente nel famoso “curniciello” portafortuna. Spesso, il corno portafortuna è stato il souvenir di viaggio più amato dai turisti, proprio perché racchiude in sé molto del carattere spiritoso, artistico e superstizioso di Napoli.

La tradizione lo vuole “tuosto, vacante, stuorto e cu’ ‘a ponta”, perché solo così si può allontanare il malocchio. E guai acquistarlo da sè! Il corno portafortuna deve essere ricevuto in regalo e realizzato a mano, così che le influenze positive di chi lo crea accompagnino sempre colui che lo porta.

Ma qual è l’origine del tipico corno rosso napoletano?
Curiosamente, la sua storia ha origine nel Neolitico, quando le corna degli animali simboleggiavano forza fisia e buona sorte. Da qui il particolare elmo con corna, indossato in occasione di molte battaglie.

È solo nel Medioevo, però, che si diffonde la convinzione che questo amuleto sia di buon augurio, e molti artigiani napoletani iniziano a realizzare a mano i primi autentici corni napoletani. Il materiale scelto era il corallo, non solo ritenuto già magico perché utile a scacciare il malocchio dalle donne incinte, ma anche per il colore rosso, ritenuto di buon auspicio per il suo legame con sangue e fuoco, simboli di vita.

Da quell’epoca ai giorni nostri, il corno portafortuna ha conosciuto sempre maggior successo e in ogni bottega del centro storico è possibil riconoscere l’inconfondibile sagoma.
Il corno è, infine, una delle più alte testimonianze del sincretismo culturale e religioso di Napoli, poiché mescola sacro e profano proprio come molti altri aspetti del quotidiano partenopeo.

Pizza Style rende omaggio a questo piccolo grande simbolo di Napoli in una nuova collezione di ceramiche fatte a mano, dove è possibile trovare proprio il famoso corno portafortuna.
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