Pizzaioli napoletani, i profeti del gusto

Storia del “Pizzaiuolo” Napoletano tra arte e mestiere

Quella del pizzaiolo è un’arte senza tempo.
Se oggi è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità Unesco, è grazie all’impegno e alla passione di tantissimi pizzaioli napoletani che, negli anni, hanno portato questa professione a nuovi livelli di qualità e di valore culturale.
Lo svolgimento di quest’arte per come la intendiamo – ovvero, in luoghi appositamente preposti da parte di personale qualificato – compare solo nell’Ottocento.
Infatti, prima di tale epoca, la produzione della pizza non prevedeva alcuna struttura, bensì pizzaioli itineranti, che vendevano i loro prodotti nelle strade più popolate ed affollate della Napoli Moderna su carretti mobili.
Ultimi della scala sociale, i pizzaioli, custodi di centinaia di anni di storia, abitudini e costumi, a lungo paragonati e confusi con bettolieri, tavernieri e fornai dovettero faticare molto prima di vedersi riconoscere come categoria professionale. Tenuti in scarsa considerazione, come provava il bollo di soli 2 ducati da apporre sulla patente per esercitare l’attività, coloro che preparavano le pizze attesero la seconda metà del XVIII secolo per iniziare ad avere un’identità e un nome, quando, ormai troppo tardi, era già giunto il momento in cui le corporazioni delle arti e mestieri si avviavano a essere smembrate e non svolgevano più la loro funzione.
Tramandato di padre in figlio, quest’arte-mestiere ad un certo punto fece un balzo in avanti. Se nel 1807, erano in tutto 68 i pizzaioli con botteghe, dislocate per lo più nel centro storico, circa sessant’anni dopo, quel numero raddoppiò per portare la pizza quasi in tutti i quartieri di Napoli. Questo perché non solo esso si configurava come il cibo del popolo e dei meno agiati, comprato per un soldo, ma anche perché la fama della sua bontà cresceva col crescere della caotica Napoli, fino a raggiungere i palati più sopraffini e “regali”, quale quello della Regina d’Italia Margherita di Savoia, la quale ha visto dedicarsi una delle pizze più celebri ed amate del mondo: la pizza Margherita.
In tempi recenti l’arte del pizzaiolo ha avuto sempre più dignità. Infatti, una parte di essi ha conquistato un posto nell’alta ristorazione accanto ai grandi chef, oltre che fama nazionale ed internazionale. Nuovo lustro a quest’arte antica è stato offerto dall’UNESCO, decretando il mestiere del pizzaiolo e la pizza patrimonio dell’Umanità.

È sul valore di questa professione che si fonda l’impegno di Pizza Style, volto appunto a sottolineare la rinnovata dignità del mestiere del pizzaiolo, da comunicare attraverso uno stile di grande impatto e anche di una certa eleganza.
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